10/03/2010
L'importanza del chiedere aiuto
Quando una persona decide di consultare un Counselor, ciò avviene perché un vecchio equilibrio che prima funzionava, ora non regge più: ci si sente confusi e disorientati e non riusciamo più ad appoggiarci a nessun tipo di appiglio, provando la sensazione che non ci siano più vie d’uscita. A volte questo percorso ci viene suggerito da un amico, da un familiare, altre ancora siamo noi stessi a sentirne l’esigenza. La ricerca può assumere allora diverse sfumature: ci sentiamo imbarazzati per la nostra insolita richiesta, possiamo provare senso di colpa perché forse quei problemi non esistono, e in ogni caso avremmo dovuto risolverli da soli, possiamo sentirci confusi sulla stessa richiesta che esplicitiamo, né sappiamo con precisione cosa ci aspetterà.
Quando chiedo aiuto a una persona ciò significa che mi trovo in difficoltà e che, date le mie condizioni, non ho modo di aiutarmi da solo: significa riconoscere la propria impotenza, o se vogliamo la propria non onnipotenza di fronte alle difficoltà.
Se ci pensiamo bene, questo ci succede quasi quotidianamente, e neanche ce ne accorgiamo: quando ci si rompe un elettrodomestico, quando non funziona più un utensile, quando si consuma un oggetto d’uso comune, noi ricorriamo agli altri ed alle loro competenze, conoscenze, abilità. Così come quando ci troviamo di fronte a un disturbo fisico, siamo spinti a consultare un medico specialista. Ma la richiesta di consultazione per problemi relativi al nostro ben-essere ci crea non pochi problemi. Perché chiediamo aiuto per una caldaia in panne e siamo invece ritrosi a chiedere una consulenza di tipo psicologico?
Senza dubbio questa richiesta ha il proprio prezzo: ma è un prezzo che presto o tardi potrà diventare un valore, un bene, una sicurezza, una salvezza. E’ un gesto positivo e di profondo amore che facciamo nei nostri confronti. Un gesto che ci fa capire quanto, in fondo, già ci stiamo aiutando, perché abbiamo compreso di essere in difficoltà.
Il tempo che ci permettiamo di dedicarci, è per noi prezioso perché non solo facilita la conoscenza di noi stessi, dei nostri limiti ma anche delle nostre risorse, delle possibilità di cui disponiamo e che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere, ma è anche un momento che dedichiamo esclusivamente a noi stessi, un momento in cui apriamo il nostro cuore ad una persona che è lì solo per noi, che ci ascolta empaticamente senza giudizio, e che ci aiuta ad alleggerire il fardello che portiamo sulle spalle.
Quando, all’inizio di ogni nuova seduta con un cliente spiego cos’è il counseling e qual è il mio ruolo di Counselor, dico sempre: il mio intervento serve a illuminare i suoi lati oscuri per darle modo di vedere quello che per ora, nel suo momento di confusione e disorientamento, non riesce a vedere; le insegno a conoscersi per poter fare le sue scelte in modo consapevole e migliorare la qualità della sua vita.
Quando conosciamo noi stessi, il mondo ci fa meno paura, e anche le scelte più complesse, prima inconcepibili, ci sembrano pensabili, quasi possibili, perché ne siamo responsabili e abbiamo la forza di sostenere il peso di queste responsabilità.
17:39 Scritto da: barbara636 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: counseling.counselor, ascolto, empatia, gestalt, difficoltà, abbandono, solitudine, problemi, disagio | OKNOtizie |
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